A CHI E A COSA SERVE L’EDITING
Scrivo questo articolo per sfatare una convinzione limitante degli autori nella quale mi imbatto molto di frequente: “se avessi esperienza non avrei bisogno di te”.
Molti pensano infatti che l’editor serva a colmare le lacune degli autori. Ma a persone che non hanno alcuna base di scrittura creativa non serve l’editing: serve un percorso di coaching e consulenza finalizzato all’acquisizione di competenze fondamentali per poter portare a termine un progetto narrativo. Se un autore è al primo scritto e non ha fatto alcuna ricerca da autodidatta, necessita di lavorare fianco a fianco con l’editor, per acquisire uno stile individuale, e le capacità di sviluppare una trama, di gestire il punto di vista, il conflitto narrativo, i beat e i tag dei dialoghi… o almeno capire cosa siano questi concetti, la cui conoscenza ho dato tante volte per scontata, sbagliandomi.
Tante volte mi sono sentita dire: “io non voglio imparare, voglio solo pubblicare il mio libro”, ma la pubblicazione non è un diritto inalienabile: è il frutto di un lungo percorso di crescita. Quindi è errato mandare all’editor una bozza scritta in una notte e mai riletta, avanzando la pretesa che la rimetta a nuovo perché avete un bisogno viscerale di… condividerlo? Sì, in alcuni casi. Poter dire “ho scritto un libro”? In molti più casi. Sentirsi dire “quanto sei bravo” da parenti e amici che a volte non hanno le competenze per valutare un’opera, e altre volte tacciono per non offendere? Quasi sempre. La maggior parte delle volte, come insegna la società, si vuole la gloria senza fatica.
Quindi, per rispondere alle domande del titolo…
Leggi Anche: I luoghi comuni nei romanzi
A chi è utile il servizio di editing?
L’editing serve a:
- Autori emergenti: autori alle prime armi, che hanno un potenziale e la volontà di crescere, e hanno delle basi, seppur minime, di conoscenza delle tecniche narrative. In questo caso il loro testo avrà delle radici, sulle quali sarà possibile far germogliare l’opera, lavorando insieme, fianco a fianco;
- Autori di narrativa o saggistica che hanno bisogno di uno sguardo esterno sul loro libro per migliorarne la qualità a livello strutturale, contenutistico e formale. Quindi, anche a Stephen King serve. Lui, di editor, ne ha addirittura tre.
- Case editrici che non hanno un servizio di editing interno e quindi lo delegano a un/a professionista esterno. Purtroppo è una situazione molto comune in tante case editrici piccole e medie, che non godono di editor al proprio interno.
Quale servizi si adattano invece a un esordiente assoluto?
In questo caso io non partirei da un servizio di editing completo. Proporrei invece una lettura con osservazioni sul testo seguita da una valutazione.
Dopo questa fase, sarà possibile stabilire se il libro è pronto per l’editing, oppure è necessario intraprendere un percorso di coaching e attivare delle consulenze. L’apprendimento è la chiave di qualunque carriera, anche io, che lavoro da tanti anni, continuo a frequentare corsi e io stessa organizzo diversi incontri. Trattandosi di seminari d’un paio d’ore, a costo contenuto, sarebbero un’ottima occasione per imparare. Ma, come dicevo, molti non vogliono imparare: vogliono pubblicare. E a loro l’editor serve per aggiungere le h ai verbi.
Agli esordienti assoluti, voglio dare un consiglio:
- Rileggete e riscrivete le vostre bozze, prima di contattare l’editor;
- Non fidatevi del parere di parenti e amici sulle vostre storie;
- Rendete ben chiaro fin dall’inizio il vostro livello di partenza, cercando un contatto onesto e diretto con l’editor: è l’unico modo per trovare il servizio più adatto a voi;
- Siate consapevoli dei vostri limiti;
- E l’ultimo, il più importante di tutti: dimenticatevi la pubblicazione e rimanete focalizzati sul processo di apprendimento. Questa è la cosa più importante.







